L'Indiano Metropolitano è colui che vive la città in
modo intelligente nel rispetto degli altri e della salute della propria
esistenza. Indiano Metropolitano è estraneo al movimento degli anni
settanta denominato indiani metropolitani e non fa riferimento a nessun
credo religioso, politico o filosofico in particolare.
| Un Indiano Metropolitano racconta la sua vacanza... |
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| Scritto da Indiano Metropolitano | |
| lunedì 10 novembre 2008 | |
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Ha scritto per mesi sulle sue pagine personali all'interno di Indiano Metropolitano la storia della sua vacanza in bicicletta, ci siamo così tanto appassionato che abbiamo deciso di pubblicarla in prima pagina. Che sia da insegnamento anche per altri lettori, se aveta da raccontare, scriveteci e noi vi daremo spazio. Ma ora diamo strada a Ciappi, i suoi amici e la sua storia... "L' idea e' nata da Pier , avevamo provato tutte la vacanze ; villaggi turistici, localita caraibiche , in albergo per 15 giorni , moto , macchina , ci mancava solo la bici. Pier se ne esce una domenica , durante un ciclogiro a lonate pozzolo , com testuali parole " ma se andiamo in bici fino in liguria " , la mia risposta fu subito positiva , mancava solo la vacanza in bici , una settimana di sella e liberta'. E fu per caso che si uni il terzo uomo , il Maestro , quando gli dissi " in vacanza vado in liguria in bici" , prontamente rispose " tinti vango pure io ". Così ci ritrovammo la mattina del 6 agosto 2006 , davanti al bar Orchidea a Vermezzo , pronti per questa nuova avventura , una settimana di sella e divertimento. Dopo un abbodante colazione , offerta dal barista , in onore all' impresa partiamoin direzione mare . La giornata era ottima , un sole stupendo e una lieve brezza che ci accarezzava strada facendo ; in un attimo superioamo Vigevano , Gambolo' ,Tromello , Ottobiano e giungiamo a Lomello , dove si decide per una breve pausa .... infatti io a causa dell' abbondante colazione e delle birre bevute la sera prima , non ero proprio al massimo e quindi breve pausa di mezz'oretta . Mentre Pier e Omar decidevano il percorso , io mi abbondonai su una panchina dormendo tranquillamente . Finita la pausa si parte in sprint e atraversando il bellissimo paesaggio della campagna lomellina ,passando per Mede giungiamo a Valenza . Mezzogiorno era giunto , il sole ormai era caldo e alla lieve brezza del mattino aveva preso posto un ' afa tremenda per lo piu' i primi sintomi della fame si fecero sentire e qui iniziarono i primi problemi. La prima cosa che vidi fu un ristorante cinese , subito in accellerazione , giunsi davanti al ristorante , per accertarmi che fosse aperto , stavo per entrare , quando Pier se ne esce con il frasone della vacanza " ma siamo in piemonte e che cazzo facciamo , mangiamo in un ristorante cinese!!! Bisogna mangiare qualcosa di TIPICO !!! " Mi misi in sella a fatica ed iniziai a pedalare lungo la via principale di Valenza ... Sembrava un paesaggio western , non vi era un anima in giro e soprattutto non vi era niente di tipico da mangiare ... ma il peggio doveva ancora venire! Troviamo un bar , erano ormai le 13.oo e si decide di entrare , ma anche qui acqua fresca , infatti questa volta fu Omar ad entrare e chiede alla barista ( una donna squallida e mal curata )se si poteva mangiare , ovviamente lei fa la lista dei 2 piatti surgelati che aveva e 2 panini con il crudo . Purtroppo Omar e vegetariano e chiede alla signora " c'e' un problema , io sono vegetariano e non mangio carne " e la signora scortesemente risponde " non e' un mio problema " Omar va su tutte le furie , la saluta e si riparte in bici . Ormai la citta' era finita , troviamo 2 ragazze che ci dicono che dopo la curva si puo' mangiare perche' c'e' una trattoria e noi gia ci vedevamo al tavolo , ma , girata la curva la sorpresa peggiore..... Troviamo una salita di un km e lungo la strada nemmeno un bar . Il sole ci stava prosciugando le ultime energie e io guardando Pier negli occhi gli sussuro " e' finita Pier , e' finita " , fu allora che finalmente le cose presero il verso giusto , infatti finita la salita , troviamo una curva e subito dopo , la salvezza , una trattoria tipica , e per fortuna distava 100 metri dalla curva e per di piu' la strada in discesa . Ovviamente come presi da un miraggio ci lanciamo a capofitto verso la salvezza e manca poco che non vi entriamo con la bici. Qui veniamo accolti da un simpatico oste , che ci propone un bel pranzo , con primo , secondo , contorno ,caffe , ammazza caffe e litrone di vino della casa. Ormai sazzi nello stomaco e nello spirito ripartiamo per un breve tragitto e giungiamo ad Alessandria , dove decidiamo di riposare , per digerire il pranzone e sopratutto perche' ormai il calore ti impediva di pedalare . All' inizio pernsavo di metterci sulla riva del Tanaro , ma poi scopriamo che non e' un fiume , ma una fogna a cielo aperto e quindi ci accampiamo dinanzi ad una caserma, sotto 3 comode piante ombrose , aspettando le 17.00 Dopo la sosta ristoratrice e la temperatura accettabile, decidiamo di ripartire in direzione Acqui Terme, dopo una giornata di campagna e paesini, ci eravamo dimenticati il traffico caotico della città, ma sempre armati di buona volontà e con la voglia di vivere una vacanza particolare, attraversiamo Alessandria, prendiamo per Acqui Terme e via. Dopo circa un paio d'ore di campagna e vigneti, iniziamo ad avere sete,io e Omar, tra una pedalata e l' altra cerchiamo un bar, una cantina sociale, una fontanella per rinfrescarci e senza accorgersi stacchiamo Pier, ormai esausto della giornata. Pedala, pedala arriviamo a Strevi, dove OMar in volata, avvista un bar e qui ci fermiamo per bere 2 belle birre fresche. Fu allora che ci accorgiamo che Pier non è dietro noi, ma non preoccupati, sorseggiamo la nostra birra in attesa del compagno. Dopo circa 45 minuti, un ragazzo ormai esausto e corroso dalla fatica, in sella alla sua bici, si ferma boccheggiando dinanzi a noi; era Pier, sfinito, assetato e molto sudato. Visto che oramai erano le 19.30 decidiamo di fermarci a Strevi, fortunatamente dove ci siamo fermati per bere vi e' un bed and breakfast molto carino gestito tra l'altro da una bella signora. Dopo aver sistemato i bagagli e lucchettato le bici, andiamo a mangiare in un ristorante li vicino, ma mentre io e Omar ci ripinzavamo di qualsiasi cosa ,Pier non mangiava e con un viso pallido e voce esile dice che va a letto. Quando torniamo in stanza, un Pier cadaverico, con tanto di camomilla ci accoglie e ad essere sinceri non era un bel vedere. Infatti da li a poco in nostro eroe correrà in bagno a vomitare tutta la fatica della giornata, come prima giornata avevamo fatto 120 km e il nostro ragazzo non era riuscito a smaltire, ma dopo i vari dialoghi con il cesso spegnamo la luce e via per un buon sonno ristoratore. La mattina , il nostro Pier si sentiva bene, aveva recuperato le forze e dopo una bella colazione, compresa nel prezzo della camera, chiediamo alla nostra carissima commensale, la strada milgiore per il mare. Lei ci indica 2 percorsi, dicendoci pero' che se andavamo al sassello era meno faticoso. Si decide per il sassello, quindi salutiamo la signora, prendiamo le bici, ci mettiamo in sella. Passiamo da Acqui Terme e prendiamo la strada in salita per Cavatorre, sfortunatamente appena pochi km, veniamo presi da un'improvviso acquazzone e ci tocca fermarci in un bosco, aspettando che si plachino le ire del cielo. Qui notiamo che la bici di Pier e' rotta, il suo cambio non funziona, ma non si e' rotta al momento, come un pazzo era partito con la bici rotta, utilizzava il corollone per la salita ed ovviamente era morto. Cosi nell' attesa riusciamo a spostargli la catena sul secondo pignone in modo da rendergli la pedalata piu' semplice. Smette di piovere e decidiamo di proseguire verso il Sassello , la strada e' dura ma molto in salita e pedala pedala arriviamo a Ponzone dove ci fermiamo per un recuprero forze. Il paesaggio stava cambiando; dalle verde pianure eravamo gia arrivati in un paesaggio montano,pieno di boschi e sassi. Pedala pedala finalmente si intravede il passo del Sassello, ed oramai mezzogiorno , il fisico richiede energie ma pochi km ci separavano dalla nostra metà , peccato che erano i km peggiori in quanto i più in pendenza, ma i nostri eroi finalmete arrivano al passo , dove un ottima trattoria ci attendeva. Come ogni pausa pranzo era sempre una festa , con ogni ben di dio tipico della zona dove ci trovavamo e di conseguenza dopo tuto quel cibo e quel vino arriva il momento della siesta. Ci fermiamo nel parco del paese dove facciamo conoscienze con altri biker, questi addirittura andavano in pelligrinaggio a Luordes ed erano di Bergamo, dopo le varie chiacchere, ci salutano e noi ci fermiamo a riposare. Finita la lunga siesta, dovendo diregire ltri e litri di vino e bistecconi , ci mettiamo in viaggio per riuscire ad arrivare in serate ad ALBISSOLA MARINA . Ma subito il tempo ci e' contro, infatti inizia a piovigginare lentamente ma dopo pochi km ci ritroviamo in mezzo ad un acquazzone estivo e cerchiamo rifugio in mezzo ad un bosco. Cerrto la locazione non ea delle ottimali, visto che eravamo circondati da ragni e serpi, ma no vi era di meglio.... l'attesa diventa lunga e dopo circa un oretta, decidiamo di partire lo stesso, indossiamo la divisa da pioggia e via scolliniamo gli ultimi km in salita e via di discesa. Dovevate vedervi il nostro Pier che senza freni e utilizzando le ciabatte , si lacia andare in discesa libera verso il mare , sembrava un idroscafo tanta la scia d'acqua che laciava dietro se e dopo un bel 20km di discesa ed ormai inzuppati fradici arriviamo al mare! Sono ormai le 18.00 e ci godiamo il nubifragio sulla spiaggia festeggiando l' arrivo, siamo giunti al mare dopo 2 giorni di viaggio e fatica, ma c'e' l'abbiamo fatta, siamo al mare e per un paio di giorni vita da spiaggia ... ma non finisci certo qua... " Grazie a Ciappi (che potete trovare qui , solo utenti registrati) per la sua storia, a corredo trovate le immagini fatte da Pier. |
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